martedì 23 aprile 2013

Alice e il Blu

nali è una ragazza con uno sguardo intenso e i capelli color del rame. lungo il suo errare incontra un gatto, lo salva e lo tiene con sé chiamandolo blu. le prime fotografie, i primi racconti al telefono con gli amici... nali inizia a raccontare di lei e blu. dario l'ascolta, si fissa indelebile il nome del gatto, pensa e ripensa a questo gatto blu... scrive le prime note e le prime parole sullo spartito.
così più o meno nasce la canzone: "alice e il blu". blu è il nome del vero gatto di nali, annalisa, e l'autore della musica e del testo è dario faini =)























qui la canzone:

invito a proseguire nella lettura chi volesse indagare oltre circa il mio interesse "morboso" per questa canzone che per analizzarne il testo.

i miei in macchina tengono fissa radio italia, io m'incuffietto ogni volta per non sentirla e ascoltare quello che mi pare, che non è musica italiana. tra una canzone e un'altra dentro le mie cuffie sento dei suoni diversi. sono i suoni diversi che mi hanno colpito, avevano un che di magico e fiabesco, direi perfetti per questo testo. stoppo la mia musica incuffiata, perlopiù trailer music,  e ascolto questa canzone che ha un crescendo di melodia e strumenti e suoni accattivante. ma chi è che canta?! mia madre subito "annalisa!" e poi mi chiedono da chi ho preso… -__-' viene fuori sanremo e la maria nazionale, vabbè, mi son detta, se la maria sforna ogni dieci anni almeno un qualcuno che faccia una canzone anche solo simile a questa ha un suo perché. è dai tempi di "luce (tramonti a nord est)" di elisa che una canzone italiana non mi folgorava così! indago 3 nanosecondi sul web per capire il titolo della canzone. da quel momento "alice e il blu" va in loop! da 2 settimane… un'illustrazione era d'obbligo.

Alice nella stanza chiusa restava
Senza sorridere più
Le sembrava mancare da sempre qualcosa
Per sentirsi speciale
Il ragazzo dagli occhi di perla indagava
Senza capire perché
Così un giorno le disse, dritto negli occhi
Dimmi che posso fare

l'eco dell'"alice" che si sente rende ancora più grande e vuota quella stanza e quell'alice rimbomba come se la stanza fosse impregnata della sua presenza, una sorta di gabbia dorata e un micromondo in cui lei vive. l'insoddisfazione regna sovrana nel suo mondo e lei non si sente speciale, brama qualcosa che non ha. il ragazzo indaga e si chiede perché… non capisce l'insoddisfazione di alice. deciso a far qualcosa chiede direttamente.

Guarda nel blu e arriva lassù
E portami un grammo di nuvole
Lui mise due ali sotto le mani
Tornerò con quello che vuoi tu

alice non chiede qualcosa alla portata di tutti, chiede un miracolo o quasi, pretenziosa la ragazza. lui mette due ali per volare, anche se devo ancora realizzare perché "sotto le mani", comunque sia vola per prenderle un grammo di nuvole dimostrando che ha i mezzi per far avverare i desideri di alice.

La città si fece piccola
Infondo agli occhi suoi blu
Lei restò immobile a guardare
Dalla finestra sola e con un gatto blu

nel ritornello il blu inizia a ripetersi, a moltiplicarsi fino a ridondare verso la fine della canzone, mentre l'immobilità, quindi passività, e la solitudine è ciò che caratterizza lei, nonostante la presenza del gatto che non sembra confortarla in alcun modo.

Alice non era ancora felice
Voleva ancora di più
Il ragazzo dagli occhi di perla le disse
Cos’altro potrei fare
Guarda più in un alto e arriva lassù
E portami un pezzo di blu
Poi lui la guardò, le disse va bene
Tornerò con quello che vuoi tu

l'"ancora" rimarcato così in modo ravvicinato sembra addirittura quadruplicarlo, ad un primo ascolto mi sembrava che quegli "ancora" fossero molti di più infatti. alice vuole di più e l'insoddisfazione in lei è prossima alla dipendenza per la quale nulla è mai abbastanza. molti hanno visto nelle parole "grammo" e "pezzo" parole riconducibili alla dipendenza da droga ma personalmente la vedrei in un senso più ampio del termine. il semplice bramare di più, sempre di più, non curandosi di ciò che si ha già. lei ha un grammo di nuvole ma ora vuole un pezzo di cielo! lui l'accontenta di nuovo e ritorna da lei.

[il secondo ritornello è uguale al precedente]

Alice sorrise ma solo un minuto
Poi tutto tornò come prima
Manca sempre un minuto
Un sorriso infinito
Potrebbe accadere anche a te…

si snocciola la morale della favola di alice. nemmeno il pezzo di cielo può soddisfare per più di un minuto alice, tutto ritorna come prima. perché quando si raggiunge la meta ce n'è sempre una nuova all'orizzonte, perché quando si raggiunge un desiderio si arriva a esprimerne un altro e un altro ancora. il bramare continuo di alice la rende schiava della sua insoddisfazione e questo è dietro l'angolo per tutti.

La città si fece piccola
Infondo agli occhi suoi blu
Goodbye mia dolce meraviglia
Io volo più in alto del blu
Lei restò per sempre lì a guardare
Dalla finestra sola con un gatto blu

qui io vedo tanto "chi troppo vuole nulla stringe". lui, secondo me, si stufa e dice proprio "goodbye". capisce che alice vorrà sempre qualcos'altro d'impossibile e cosciente dei nuovi mezzi acquisiti se ne va adorandola come una dolce meraviglia schiava della sua stessa prigionia. se ne va sapendo di volare ancora più in alto e libero, mentre lei resta per sempre sola… schiava nella sua gabbia… con il suo gatto blu.

ps: le maiuscole compaiono solo per il copia e incolla del testo… non sono diventata improvvisamente meno pigra.

4 commenti:

GiuliA ha detto...

credo che tu abbia contribuito notevolmente all'impatto che ha avuto su di me questa canzone :D probabilmente se l'avessi sentita per caso sarebbe passata in sordina, sebbene devo dire abbia qualcosa che spesso manca alle canzoni che sento ultimamente, ossia il testo.
il testo è davvero molto bello, poetico, evocativo, magico, proprio come dici tu. mi ricorda tra l'altro un po' una filastrocca, o una favola, tipo quelle dei grimm.
anche la musica è molto carina e alcune note, in particolare quelle finali del ritornello, mi emozionano.
il bello è che alla fine il protagonista della storia sembra più questo ragazzo dagli occhi di perla che non alice.
ciò che stona in tutto ciò, per quanto mi riguarda, è la cantante (non nel senso che stona per davvero XD). nonostante sia intonata ecc. mi sembra una voce senza una vera forza e riconoscibilità; inoltre non mi fa impazzire come ha interpretato questo testo, con tutte queste modulazioni che secondo me non ci stanno molto, senza contare che ha uno stile già sentito. a mio parere la canzone avrebbe avuto bisogno di un'interpretazione più stile "cantastorie", diciamo (ma mooolto alla lontana) alla branduardi, che non quella di una cantante che vuole dimostrare che ha tanta potenza e una bella voce, e quindi tende a sovrastare musica e parole.
devo andarmi a risentire la sua canzone di sanremo che se non sbaglio mi era piaciuta abbastanza, deve avere qualcuno in gamba che le scrive cose carine.

il blu evoca tantissimo. è una parola che può suscitare mille sentimenti, è la chiave della canzone e il tuo disegno mi restituisce quella sensazione di blu profondo, di quiete e anche di attesa/sospensione e insieme di protensione. non so se riesco a spiegarmi appieno.
sicuramente è un colore magico, come il disegno. anche se alla fine non c'è poi tantissimissimo blu ;)
io spero che il disegno piaccia alla tipa, ti auguro che oltre a soddisfare il tuo piacere personale tu abbia colpito la sua attenzione perchè sicuramente merita.
ma le tette sempre enormi eh? 0.0

GiuliA ha detto...

che papellone °-°'

asu ha detto...

macché papellone, scrivi anche il triplo! nessuno scrive più di due righe inutili e io ho solo voglia di leggere papiri (sto leggendo di tutto lo ammetto). sono felicissima del tuo papellone ma son come quell'alice lì, ne vorrei uno più giganteeee \°°/

dunque sì, la struttura è quella della favola con una morale finale, mi sono documentata e questo l'ho proprio letto in giro… ma si capisce.
la musica. bisognerebbe capire bene chi ha scritto cosa e fin dove… ma questo lo sanno solo gli addetti ai lavori. mi riferisco in particolar modo agli arrangiatori, mestiere che ammiro tantissimo e che, se fossi stata minimamente portata per la musica, avrei coltivato. ogni volta che sento una canzone la sento sempre spoglia, essenziale, poverella… probabilmente se fossi un'arrangiatrice sarei comunque supereffettata X°D adoro quel piano/tastiere del ritornello, da impazzire. è trascinante e mi ricorda lo scorrere dell'acqua. gli archi danno enfasi e permettono il crescendo, ma qui c'è anche quella percussione che gli accompagna. poi tutti quei rumorini adorabili penso li abbiano aggiunti poi.
la nali ha contribuito all'adattamento vocale, secondo me è riuscitissimo. quegli uhhhhh mi eccheggiano come fantasmi nella mente. la trovo intonatissima e con una tecnica ammirevole, il timbro non è di quelli che preferisco nemmeno io e devo darti ragione sull'interpretazione. essendo favola avrei reso diversamente certi toni soprattutto quando dice "manca sempre un minuto un sorriso infinito potrebbe accadere anche a te" l'avrei maggiormente sussurrato e reso più intrigante come fosse un incantesimo. quei due "ancora" e "cos'altro potrei fare" più enfatizzati, trovo abbia fatto molto bene il "goodbye mia dolce meraviglia io volo più in alto del blu" molto aperto e liberatorio, sa quasi di sfottò XD della serie "ti saluto baby io arrivo là dove tu manco immagini!"

ma dai, giuggi, noi due siam due pignole bacchettone XD

"scintille", che ha portato a sanremo, ha un titolo delizioso ed è carina, ma "alice e il blu" è notevolmente superiore. spero davvero di risentire canzoni di questo livello e che gli addetti ai lavori si rendano conto che sono queste le canzoni migliori. sembrano tutti sordi a volte o ascoltano altro, non so… ma mi par palese che questa canzone disti anni luce dal resto della sbobba che le radio passano. ce ne vorrebbero di più °-° almeno ascolterei con più attenzione la musica italiana.

nella mia illu il blu si mescola e rimescola al ciano della luce e altre tinte violette. è un colore freddo e distaccato e se è distaccato rende meglio la solitudine. il blu è un colore nobile, non solo per il detto del sangue, ma perché in antico per avere quella tinta bisognava tritare lapislazzuli *w*
è un blu profondo hai ragione… anche solo per il trip mentale espresso qui sopra XD

quanto alla tipa (quale distaccamento snob caVra XD) vorrei solo che la vedesse. dopotutto la illu scaturisce da sensazioni che lei stessa canta, ma mi rendo perfettamente conto del poco tempo che chi fa quel mestiere ha, per concedersi il lusso di navigare e disperdersi nel web. e quanto poco io sia visibile per renderle nota l'illustrazione (l'ho twittata però).
colpire l'attenzione degli erranti, facendoli sostare, non è cosa facile.

Unknown ha detto...

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